Ti è mai capitato di svegliarti di notte con la mente che corre già alla riunione delle nove? O di sentirti costantemente in debito di ossigeno, come se stessi correndo una maratona infinita senza mai vedere il traguardo?
È una sensazione che conosco bene attraverso il racconto delle persone che seguo ogni giorno. Spesso arrivano da me professionisti brillanti, manager capaci e persone piene di talento che, a un certo punto, sentono di aver perso la bussola. Non perché manchino loro le competenze, ma perché il loro sistema interno ha smesso di collaborare.
Il paradosso della modalità sopravvivenza
Quando viviamo per troppo tempo sotto pressione, il nostro sistema nervoso si sposta in uno stato di allerta continua. È una risposta biologica utilissima se dobbiamo sfuggire a un pericolo immediato, ma diventa un limite invalicabile se diventa la nostra “normalità” quotidiana.
In questo stato, il cervello entra in quella che potremmo definire modalità sopravvivenza. Continuiamo a produrre, a reagire e a rispondere alle urgenze, ma perdiamo la visione d’insieme. Diventa difficile organizzare le giornate, prendere decisioni strategiche e, soprattutto, diventa quasi impossibile “spegnersi” la notte.
Il risultato? Il riposo notturno diventa frammentato e lo stress accumulato ci toglie quella lucidità che è fondamentale per il nostro lavoro e la nostra vita privata.
Il caso di Marco: ritrovare il ritmo attraverso le neuroscienze
Qualche tempo fa ho lavorato con un manager che chiameremo Marco. La sua sfida era proprio questa: uno stress da sovraccarico che si rifletteva in risvegli precoci e una costante irritabilità.
Insieme, non ci siamo limitati a guardare la sua agenda. Abbiamo lavorato sul suo stato interno. Integrando il coaching con i protocolli delle neuroscienze, abbiamo aiutato il suo sistema nervoso a ritrovare flessibilità. Sessione dopo sessione, quella tensione costante ha iniziato a lasciare spazio alla struttura e alla direzione.
Non abbiamo aggiunto nuove nozioni tecniche al suo bagaglio. Abbiamo semplicemente creato lo spazio mentale necessario perché potesse tornare ad accedere alle risorse che già possedeva. E quando il sistema nervoso torna a sentirsi al sicuro, anche il sonno torna a essere un processo naturale, non più un obiettivo da inseguire con fatica.
Non hai bisogno di aggiungere, ma di ritornare
Se ti senti sopraffatto, confuso o sotto pressione costante, forse non hai bisogno di un nuovo corso di gestione del tempo o di un’altra app di produttività.
Forse hai solo bisogno di recuperare chiarezza.
Il primo passo non è decidere dove vuoi andare, ma capire profondamente dove ti trovi oggi. Perché quando la mente si libera dal rumore di fondo, le decisioni diventano più facili, l’organizzazione più naturale e il futuro smette di fare paura.
Scrivimi, approfondiamo insieme il Neuro Active Coaching e il Neurotraining: devecchi.federica@gmail.com, www.federicadevecchi.com












